Siamo uomini o caporali

Vincitore Concorso Nazionale Cantieri di Strada 2014

  • Di Alessandro Larocca, Andrea Ruberti, Dadde Visconti, Mario Gumina
  • con Umberto Banti, Andrea Ruberti e Dadde Visconti
  • regia Mario Gumina
  • costumi Mirella Salvischiani
  • scenografia Alessandro Aresu, Gianni Zoccarato
  • musiche Marco Pagani
  • fotografie Alessandro Acerbi
  • approfondimento storico Maurizio Sangirardi
  • produzione Eccentrici Dadarò
  • età matinèe dagli 11 anni
  • tecniche utilizzate clownerie, visual comedy
  • genere Teatro Circo
  • durata 50 minuti

 

Festival Segni D’Infanzia 2016

Festival Segnali 2015

Fira Tarrega 2015

 

Scheda Artistica

Ci sono un tedesco, un americano e un italiano. Sembra l’inizio di una barzelletta, ma questa è una storia vera. Una storia senza tempo, come i suoi tre protagonisti.

Tre clown-soldati, reduci di tutte le guerre della storia, che arrivano alla guida della loro jeep militare, per innalzare un monumento ai caduti di ogni guerra e ricordare quanta stupidità ci sia stata nella storia.

E così, anche se gli stupidi ai nostri occhi sembrano loro, con tutte le debolezze, ingenuità e comicità tipiche del clown, i veri stupidi in realtà risultiamo essere noi, che non impariamo mai dalla storia e dimentichiamo tutto.

Per questo bisogna innalzare monumenti a imperitura memoria, per non dimenticare.

Recensione Eolo – 13 maggio 2015

L’anniversario dell’inizio della prima guerra mondiale è stato ricordato in mille maniere dal teatro ragazzi italiano e “Segnali” lo ha proposto attraverso due tra gli spettacoli più significativi del festival, il primo con la “Tregua” di Anfiteatro, attraverso la narrazione (di cui accludiamo le considerazioni di Elena Scolari al debutto dello spettacolo ) il secondo di cui ci accingiamo a parlare, attraverso la clownerie, dovuto alla curiosa e stimolante sinergia di due compagnie assai diverse tra loro come I Fratelli Caproni ed Eccentrici Dadaro' con la regia di Mario Gumina.Sulla scena assistiamo alle gag scatenate di un tedesco, un americano e un italiano, rispettivamente Andrea Ruberti, Dadde Visconti e Alessandro Larocca,, tre clown-soldati, reduci di tutte le guerre della storia, che arrivano alla guida della loro jeep militare per innalzare un monumento ai caduti di ogni guerra. Tutte le infinite ripetizioni di situazioni, di schemi , di gesti, di sopraffazioni e di vuote parole che abbiamo dolorosamente imparato inerenti alla guerra e al militarismo, vengono smontate ripetutamente attraverso la gestualità, concitata e tristemente surreale, nella sua disarmante realtà, dei tre eroi, loro malgrado.

Tra riferimenti ai fratelli Marx e Charlot, soprattutto, la stupidità della guerra è vista con gli occhi del feroce sarcasmo della clownerie, ma giustamente il riso amaro che aveva contraddistinto per molto tempo lo sguardo dello spettatore, improvvisamente si raggela nella seconda parte di questo importante ed intenso spettacolo, complice anche il bellissimo “Lacrimosa” di Zbigniew Preisner.

La scena improvvisamente si spezza, la polvere ricopre ogni cosa, e la morte, in un colpo solo, si impadronisce della scena, ricordandoci come la guerra, anche la più giusta, alla fine sia sempre dolorosamente inutile .

MARIO BIANCHI

 

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